PIOGGIA DI OTTOBRE

4 Ottobre 2024

๐๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐š ๐žฬ€ ๐ฅ๐š ๐ฌ๐ญ๐จ๐ซ๐ข๐š ๐๐ข ๐’๐š๐ซ๐š, una donna che viveva la sua vita a ritmi serrati, sempre in movimento, immersa nelle mille preoccupazioni quotidiane.

๐Ž๐ ๐ง๐ข ๐ฆ๐š๐ญ๐ญ๐ข๐ง๐š usciva di casa, con il cellulare giร  in mano, pronta ad affrontare un'altra giornata di corse tra impegni di lavoro e problemi personali. C'era una routine che seguiva quasi in modo meccanico: passava davanti allo stesso bar ogni giorno, senza mai davvero alzare lo sguardo, persa tra notifiche e appuntamenti.

๐…๐ฎ๐จ๐ซ๐ข ๐๐š ๐ช๐ฎ๐ž๐ฅ ๐›๐š๐ซ, cโ€™era sempre un ๐ฎ๐จ๐ฆ๐จ ๐š๐ง๐ณ๐ข๐š๐ง๐จ seduto su una panchina. Aveva la barba lunga e grigia, spettinata, e indossava un cappotto consumato, troppo grande per lui. Sara lโ€™aveva notato tante volte, ma mai davvero osservato. Era diventato una parte del paesaggio urbano, invisibile come i pali della luce o le vetrine del negozio di fronte. โ€œ๐‘ผ๐’ ๐’‚๐’๐’•๐’“๐’ ๐’Ž๐’†๐’๐’…๐’Š๐’„๐’‚๐’๐’•๐’†,โ€ pensava ogni tanto, senza riflettere oltre. Era un pensiero automatico, forse un po' crudele, ma in fondo lo era diventato per abitudine. E cosรฌ, giorno dopo giorno, quell'uomo restava lรฌ, silenzioso, con il suo cappotto logoro, ignorato da chiunque passasse.

๐”๐ง ๐ ๐ข๐จ๐ซ๐ง๐จ ๐๐ข ๐ข๐ง๐ข๐ณ๐ข๐จ ๐š๐ฎ๐ญ๐ฎ๐ง๐ง๐จ, perรฒ, qualcosa cambiรฒ. Il cielo era grigio e minacciava tempesta. Sara, come al solito, era di fretta. Doveva assolutamente arrivare puntuale a una riunione importante. Mentre camminava spedita verso la fermata del tram, sentรฌ le prime gocce di pioggia scendere. In pochi secondi, un diluvio inaspettato si abbattรฉ sulla cittร . Senza un ombrello, cercรฒ riparo sotto il portico del bar, lo stesso dove lโ€™anziano era seduto ogni mattina.

Questa volta, perรฒ, furono le circostanze a costringerla a fermarsi lรฌ, proprio accanto a lui. Mentre si scuoteva i capelli bagnati e inveiva contro la pioggia, si accorse che lโ€™uomo la stava osservando. I suoi occhi erano gentili, caldi, come se stessero aspettando quel momento da molto tempo. Sara abbassรฒ lo sguardo, imbarazzata, e in quel momento si rese conto di non averlo mai veramente guardato negli occhi prima di allora.

"๐‘ฏ๐’‚ ๐’–๐’ ๐’๐’Ž๐’ƒ๐’“๐’†๐’๐’๐’?" le chiese con una voce sorprendentemente dolce, quasi familiare.

๐’๐š๐ซ๐š, ๐ฌ๐จ๐ซ๐ฉ๐ซ๐ž๐ฌ๐š dalla domanda, balbettรฒ: "๐‘ต๐’, ๐’๐’๐’ ๐’„๐’† ๐’โ€™๐’‰๐’." Non si aspettava che le parlasse, e ancora meno che lo facesse con quel tono cosรฌ cortese. Lโ€™uomo, senza dire altro, si alzรฒ lentamente dalla panchina, estrasse un ombrello piccolo e logoro da una borsa di stoffa che teneva accanto e glielo porse con un sorriso sereno. "๐‘ท๐’“๐’†๐’๐’…๐’Š๐’๐’, ๐’๐’† ๐’‚๐’—๐’“๐’‚ฬ€ ๐’‘๐’Š๐’–ฬ€ ๐’ƒ๐’Š๐’”๐’๐’ˆ๐’๐’ ๐’…๐’Š ๐’Ž๐’†."

Sara rimase impietrita. Lโ€™uomo che aveva ignorato per mesi, che aveva considerato solo unโ€™ombra nella sua vita frenetica, le stava offrendo lโ€™unica cosa che avrebbe potuto proteggerlo dalla pioggia. "๐‘ด๐’‚... ๐’† ๐’๐’†๐’Š? ๐‘ช๐’๐’Ž๐’† ๐’‡๐’‚๐’“๐’‚ฬ€?" chiese con un filo di voce, sentendosi improvvisamente minuscola di fronte a tanta generositร .

"๐‘ต๐’๐’ ๐’”๐’Š ๐’‘๐’“๐’†๐’๐’„๐’„๐’–๐’‘๐’Š ๐’‘๐’†๐’“ ๐’Ž๐’†. ๐‘ฐ๐’ ๐’๐’๐’ ๐’‰๐’ ๐’‡๐’“๐’†๐’•๐’•๐’‚, ๐’‘๐’๐’”๐’”๐’ ๐’‚๐’”๐’‘๐’†๐’•๐’•๐’‚๐’“๐’†," rispose l'uomo con una calma disarmante.

Sara prese lโ€™ombrello con esitazione. Non riusciva a crederci. Quel gesto, cosรฌ semplice eppure cosรฌ carico di umanitร , lโ€™aveva colpita come un fulmine. Ringraziรฒ lโ€™uomo, sentendo un nodo alla gola che non riusciva a sciogliere. Non sapeva cosa dire, e prima che potesse aggiungere altro, l'uomo si allontanรฒ sotto la pioggia, senza voltarsi indietro. Camminava lentamente, senza fretta, come se la pioggia non lo riguardasse affatto.

Sara restรฒ lรฌ, sotto il portico, con l'ombrello in mano, mentre il peso di quel gesto le si schiantava addosso. Si rese conto che per mesi aveva visto quell'uomo solo attraverso il filtro dei suoi pregiudizi, lo aveva ridotto a unโ€™etichetta, senza mai pensare a chi fosse davvero, alla sua storia, ai suoi bisogni. Eppure, era stato proprio lui a mostrarsi piรน umano di tutti coloro che lo avevano ignorato.

Quando tornรฒ a casa quella sera, con ancora lโ€™ombrello dellโ€™anziano in mano, non riusciva a smettere di pensare a quellโ€™incontro. Da quel giorno, ogni volta che passava davanti al bar, Sara cercava i suoi occhi, gli sorrideva e a volte si fermava per scambiare due parole. Lโ€™uomo non le chiese mai nulla in cambio. Sembrava semplicemente felice di essere finalmente visto.

๐๐จ๐ง ๐ฌ๐จ๐ญ๐ญ๐จ๐ฏ๐š๐ฅ๐ฎ๐ญ๐š๐ซ๐ž ๐ฆ๐š๐ข ๐œ๐ก๐ข ๐ข๐ง๐œ๐ซ๐จ๐œ๐ข ๐ฅ๐ฎ๐ง๐ ๐จ ๐ข๐ฅ ๐œ๐š๐ฆ๐ฆ๐ข๐ง๐จ. ๐‹๐š ๐ฏ๐ž๐ซ๐š ๐ ๐ž๐ง๐ž๐ซ๐จ๐ฌ๐ข๐ญ๐šฬ€ ๐ž ๐ฎ๐ฆ๐š๐ง๐ข๐ญ๐šฬ€ ๐ฉ๐จ๐ฌ๐ฌ๐จ๐ง๐จ ๐ญ๐ซ๐จ๐ฏ๐š๐ซ๐ฌ๐ข ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฉ๐ซ๐ข๐จ ๐๐จ๐ฏ๐ž ๐ฆ๐ž๐ง๐จ ๐ญ๐ž ๐ฅโ€™๐š๐ฌ๐ฉ๐ž๐ญ๐ญ๐ข, ๐š๐ง๐œ๐ก๐ž ๐๐ข๐ž๐ญ๐ซ๐จ ๐ ๐ฅ๐ข ๐จ๐œ๐œ๐ก๐ข ๐๐ข ๐œ๐ก๐ข, ๐Ÿ๐ข๐ง๐จ ๐š ๐ข๐ž๐ซ๐ข, ๐ฌ๐ž๐ฆ๐›๐ซ๐š๐ฏ๐š ๐ข๐ง๐ฏ๐ข๐ฌ๐ข๐›๐ข๐ฅ๐ž.

๐ˆ๐ง ๐Ÿ๐จ๐ง๐๐จ, ๐ช๐ฎ๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐ฉ๐ข๐จ๐ ๐ ๐ข๐š ๐โ€™๐จ๐ญ๐ญ๐จ๐›๐ซ๐ž ๐ง๐จ๐ง ๐ก๐š ๐ฌ๐จ๐ฅ๐จ ๐›๐š๐ ๐ง๐š๐ญ๐จ ๐ฅ๐š ๐œ๐ข๐ญ๐ญ๐šฬ€. ๐‡๐š ๐ฅ๐š๐ฏ๐š๐ญ๐จ ๐ฏ๐ข๐š ๐š๐ง๐œ๐ก๐ž ๐š๐ฅ๐œ๐ฎ๐ง๐ข ๐ฉ๐ซ๐ž๐ ๐ข๐ฎ๐๐ข๐ณ๐ข.


Giorgio La Marca